R e d a t t o r i s i d i v e n t a (?)

18 settembre 2008

riscontri

Filed under: strumenti — alessandro @ 10:44 am
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Red Drops; da **Mary** su Flickr.com

Red Drops; da **Mary** su Flickr.com

Secondo il De Mauro riscontrare significa confrontare due o più elementi, dati, fatti e sim., in modo da rilevarne affinità, somiglianze e differenze. Una definizione che tutto sommato ispira leggerezza, ma che prende immediatamente una sostanza maggiore se si tratta del riscontro da eseguire tra una bozza e il suo originale. Allora forse la rilevazione delle affinità è solo il primo sguardo, la lettura veloce che individua più che altro la forma del testo e del paratesto. Prendiamo il caso di un libro scolastico: spesso si riscontra la nuova edizione con quella precedente; in questo caso la veste grafica sarà cambiata, non troppo in effetti, così come la posizione dei box, dei rimandi o dei titoli dei paragrafi. E così si rilevano le differenze, prima ancora delle somiglianze, rimandando queste ultime alla coerenza con il nuovo progetto grafico.

Poi c’è il testo, e questo è un elemento sempre presente. Si può riscontrare un’edizione originale con il manoscritto dell’autore, ma questo in tempi di desktop publishing è poco più che uno sguardo veloce; si possono riscontrare, come dicevamo, due edizioni diverse dello stesso testo, che magari è stato tagliato, spostato, sintetizzato, allungato, corretto.

Nei corsi di redazione spesso viene rivolta una cura maniacale al corretto utilizzo dei segni di correzione, alla sequenzialità, alla chiarezza del tratto; tutto questo è certamente molto importante, anche se tra il modello e la realtà c’è sempre qualche spostamento, e così spesso ci si troverà a riscontrare foglietti, segni a pennarello-punta-grossa (dove inizia e dove finisce questo segmento?), frecce che sezionano rocambolescamente le pagine Devo dire che lo stile informale ha un suo fascino, che si può cogliere se si lavora spesso con un’altra persona, con la quale si arriva a definire un codice leggermente diverso dalle norme UNI.

Spesso il riscontro tracima nella correzione e a volte nella revisione. Il compenso economico non tracima mai, invece. Perciò si fa un po’ di lavoro gratuito, anche solo per non lasciar pensare che non ci si fosse accorti di quella data sbagliata, di quel nome scritto con la traslitterazione scorretta, oppure di quel periodo che tagliato e ricomposto avrebbe portato il lettore a rimanere col fiato sospeso o attorcigliato nella penultima subordinata.

Io solitamente procedo per strati, sfogliando le pagine come se avessero molteplici livelli. Prima viene il testo da confrontare con l’originale, poi tutti gli elementi paratestuali, dai titoli correnti alla numerazione delle pagine, dalle didascalie delle foto ai box di approfondimento. Poi c’è la lettura per verificare se tutto «gira a dovere» e la correttezza di qualche dato (ma fino a che profondità?). Infine c’è la classica correzione, nel caso ancora ci fossero errori.

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