R e d a t t o r i s i d i v e n t a (?)

25 febbraio 2009

giovane redattore entusiasta

Filed under: belle storie,redattori — alessandro @ 6:48 pm
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punti di domanda

punti di domanda

Il giovane redattore entusiasta sono io, a detta della mia redattrice preferita che mi ha presentato a quella che, con gli stessi termini, potremmo definire l’anziana redattrice disincantata.

La mia redattrice preferita è quella che nell’anno appena trascorso mi ha insegnato più cose: a volte l’ha fatto in maniera silenziosa, quasi afona, con la vicinanza e con l’esempio più che con le spiegazioni e con gli interventi normativi che piacciono tanto ai parrucconi accademici.

È un po’ che ci penso. “Giovane” mica poi tanto, ho appena compiuto 30 anni e sono fiero della mia adultità (a questo proposito segnalo un bel post), “redattore” è quello che voglio diventare. Spero solo che “entusiasta” non fosse il completamento sarcastico della definizione…

P.S. Non so se ci sia chi mi segue e aspetta impaziente nuovi post sul mio blog. Ogni tanto mi sento in colpa nel non postare e osservo il contatore delle visite che, nonostante tutto, sale piano piano. Ma sono fatto così, sono incostante.

23 febbraio 2009

fugat tenebras lucemque reducit

Filed under: brutte storie — alessandro @ 4:27 pm
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UTET, Torino, sede storica

UTET, sede storica, Torino

Come molti altri redattori/traduttori/correttori, lavoro a casa mia e solo ogni tanto mi trasferisco temporaneamente nelle redazioni dei miei clienti, spesso per chiudere un libro in tempi strettissimi, per riscontrare un’ultima volta una bozza e cose così.

Mi siedo al tavolo con le bozze di fronte, la finestra si apre su un muro di mattoni rossi, un medaglione decorato annuncia l’anno di costruzione dell’edificio (MDCCCLIV). Sotto un cornicione campeggia la scritta «fugat tenebras lucemque reducit».

Abito di fronte all’ex palazzina della UTET, istituzione bicentenaria della mia Torino, ormai da qualche anno fagocitata dalla De Agostini, smembrata, ridotta a marchio commerciale, svuotata dei suoi redattori, della sua biblioteca, della sua storia.

Edito e correggo, alzo lo sguardo verso la finestra e mi viene un po’ di tristezza a vedere i nuovi appartamenti signorili e i costruendi loft sorgere al posto della benemerita casa editrice torinese.

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