R e d a t t o r i s i d i v e n t a (?)

26 marzo 2009

e tu hai le vision?

Filed under: brutte storie — alessandro @ 4:22 pm
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Nostra Signora di Fatima

Nostra Signora di Fatima

Sul portale della Treccani è appena comparsa una video-intervista al professor Luca Serianni, che spiega con pacatezza il processo tramite il quale le parole nuove trovano posto nel dizionario.

Eppure chiunque legga, ascolti la radio o guardi la TV, o a maggior ragione si trovi a dover fare i conti con revisioni e correzioni di testi altrui, si trova quotidianamente sommerso da neologismi, per lo più orrendi.

Ora, io non vorrei che parlassimo e scrivessimo come Dante nella Commedia, né come Manzoni nei Promessi, tantomeno vorrei norme statali a difesa dell’italico idioma come hanno i nostri cugini d’Oltralpe. Mi basterebbe un po’ di accortezza.

Anche perché la penna rossa vorrebbe cambiare e sostituire, quasi fosse animata, la maggior parte di questi significanti. Ma poi si scontra con i vocabolari più di bocca buona nell’accogliere i neologismi (o i forestierismi) tra le proprie pagine: lo Zingarelli mi pare il più pronto, ad esempio.

E di quale autorità posso fregiarmi per contraddire il suddetto dizionario?

Così, ogni volta che mi trovo davanti a una vision, oppure quando maneggio fonti sensibili o altre facezie simili, mi trovo a pregare che i curatori dei dizionari non siano così tanto proattivi da implementare subito i nuovi lemmi nei propri elenchi. Che lascino trascorrere un po’ di tempo, il quale, è noto, porta consiglio.

10 marzo 2009

ReRePre. Alleluia!

Rete dei Redattori Precari

Rete dei Redattori Precari

Era dicembre, e scoprivo l’esistenza della Rete dei Redattori Precari grazie a un post pubblicato sul blog di Denise.

Sulle prime, devo proprio dirlo, la nascita della ReRePre mi era sembrata un’iniziativa simpatica ma un po’ balzana. Sarà che con gli anni ho sviluppato un’acuta diffidenza verso i sindacati e questa rete mi pareva emanazione di una di suddette congregazioni (benché “di base”).

Ora, ho seguito un po’ le attività della Rete sulla rete e devo dire che vale la pena conoscerla. I motivi possono essere i più vari, per quello che mi riguarda il più importante è la necessità di provare a fuoriuscire da una dimensione atomizzata. Sì, noi redattori precari/atipici/freelance siamo atomizzati, separati, spesso messi l’uno contro l’altro dalla pura necessità ancora prima che dalla competizione professionale.

Gli esperti di giorno in giorno diffondono previsioni economiche agghiaccianti e i media fanno eco di queste analisi. La crisi sta investendo in pieno anche l’editoria di queste lande incolte, falcidiando le realtà più piccole e fermando le pubblicazioni di quelle più grosse. A farne le spese, ancora una volta, i più minuscoli tra i piccoli: noi precari, silenziosamente, e i “garantiti”, sebbene con un po’ più di rumore (vedi il caso della De Agostini-Utet).

Non so se la ReRePre sia la risposta, ma almeno è segno che qualcuno si muove. Alleluia!

3 marzo 2009

eccellente…

signor Burns, i Simpson

mr Burns: eccellente...

Forse non è proprio eccellente, ma da qualche settimana ho messo on line il mio sito “professionale”, cioè quello che contiene la mia formazione e le mie esperienze.

Più che altro, devo dirlo, mi piaceva l’idea di avere una casella di posta con un dominio che mi appartenesse e in secondo luogo sfruttare un paio di pagine per buttarci ciò che avevo sempre inviato sotto forma di curriculum tradizionale.

Ora, non so se questo del sito sia un passaggio particolarmente importante o anche solo necessario nel percorso che mi porterà a rispondere alla domanda: “redattori si diventa?”.

Una cosa però posso dirla: non è difficile costruirsi qualche paginetta da mettere sul WEB. Certo, senza pretese di complessità o dinamicità esagerate, bastano qualche decina di euro (per la registrazione del dominio, perché averne uno di secondo livello mi sembra inopportuno) e qualche ora di tempo per la progettazione e la realizzazione. Io ho usato un programma gratuito che si chiama First Page, un editor visuale che in realtà ho utilizzato solo scrivendo manualmente il codice xhtml, perché il risultato del WYSIWYG (ciò che vedi è ciò che ottieni) mi sembrava del tutto inadeguato.

Detto questo, devo ringraziare il gestore del sito Web-Link perché è solo grazie alle sue fantastiche guide che sono riuscito a districarmi nel fantastico mondo del linguaggio xhtml e dei fogli di stile CSS.

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