R e d a t t o r i s i d i v e n t a (?)

23 aprile 2009

accenti

Filed under: correzione bozze — alessandro @ 2:59 pm
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Letters... da Iguana Jo su Flickr.com

Letters... da Iguana Jo su Flickr.com

Per colpa di un accento
un tale di Santhià
credeva d’essere alla meta
ed era appena a metà.

Per analogo errore
un contadino a Rho
tentava invano di cogliere
le pere da un però.

Non parliamo del dolore
di un signore di Corfù
quando, senza più accento,
il suo cucu non cantò più.

(Gianni Rodari, Il libro degli errori)

La lingua italiana rende la vita abbastanza semplice nel trattare gli accenti. Gli unici che si segnano sono gli accenti grafici, mentre gli accenti tonici (quelli che danno la giusta intonazione alle parole) sono solitamente impliciti, a parte casi particolari in cui sia necessario evitare ambiguità. È sempre obbligatorio accentare le parole tronche che finiscono per vocale (es. gravità, omertà, libertà, cioè).

Gli accenti possono essere acuti oppure gravi. Le vocali a, i, o, u hanno sempre l’accento grave (à, ì, ò, ù), mentre la e può avere l’accento grave (è) se il suono è aperto oppure quello acuto (é) se il suono è chiuso. (more…)

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22 aprile 2009

smargiasso

Filed under: parole — alessandro @ 2:42 pm
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Silvio Berlusconi in Abruzzo

Silvio Berlusconi in Abruzzo

smargiasso s.m. [etimo incerto]. – Chi si vanta di qualità che non ha e di poter fare cose di cui non è capace; spaccone, fanfarone: essere uno s.; fare lo s.; talvolta anche come agg.: un tono, un atteggiamento smargiasso. ◆ Non usato, o raro, il femm. smargiassa. [da treccani.it]

smargiàsso prov. marjasso: alcuno dal gr. MÀRGOS propr. pazzo, insano, indi protervo, arrogante |preposta s intensiva|; ovvero dal gr. SMARAGÍZEIN risuonare, rimbombare: ma all’una e all’altra manca l’intermedio del latino. Piuttosto potrebbe sospettarsi una qualche affinità col germ. marrjan vessare (cfr. Smarrire) o con lo sp. marrar tagliare a pezzi (cfr. Marrano). Bravaccio, millantatore, che dice o si vanta di più di quello che faccia, o piuttosto che molto minaccia colle parole, ma poi teme di venire ai fatti |quasi Martàsso (!) da Marte, dio della guerra, dice il Salvini|. Deriv. Smargiassàre; Smargiassàta; Smargiasserìa; Smargiassòne. [da etimo.it]

smargiàsso agg., s.m. CO Sinonimi CO ammazzasette, ballista colloq., bravaccio, fanfarone, gradasso, guascone, millantatore, sacripante, sballone colloq., sbruffone, spaccone ES fr. blagueur BU spaccamontagne; AD spavaldo CO vanaglorioso Contrari FO discreto, semplice, umile AD modesto CO dimesso. [da demauroparavia.it]

21 aprile 2009

se il mondo è già qui

Filed under: libri — alessandro @ 6:16 pm
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Il mondo in una piazza

Il mondo in una piazza

Alcuni libri si fanno leggere volentieri e Il mondo in una piazza di Fiorenzo Oliva è uno di questi. Non tanto, o forse non solo, perché l’autore è un mio caro amico, ma perché in questo diario di un anno tra 55 etnie vive il racconto genuino di un anno a Porta Palazzo, quartiere multietnico per eccellenza della vecchia Torino fabbrica e della nuova Torino alla ricerca confusa di una nuova identità.

Fiorenzo ha un pregio: è capace a scrivere, e attraverso la sua penna vivono le descrizioni dei luoghi della città, prendono forma i volti e gli accenti delle persone che la abitano e si viene a conoscenza di interessanti dati statistici mai presentati in maniera pedante.

Il libro, che si apre con il racconto di uno spiacevolissimo fatto di cronaca di cui l’autore e alcuni amici furono vittime nell’estate del 2002, e la stessa scelta di vivere in quello che la stampa torinese definisce il cuore dello spaccio e della delinquenza immigrata sono stati una sorta di percorso psicoanalitico. Un tentativo analitico ben racchiuso nella frase del cineasta tedesco Rainer Werner Fassbinder riportata in esergo: Ciò che non siamo in grado di cambiare, dobbiamo almeno descriverlo. Osservare, ascoltare e vedere coi propri occhi per comprendere la realtà. Non già per dare alle stampe un libello ideologico di questa o quella parte politica.

Intenzione preziosa questa del racconto dei fatti (un sano stile giornalistico, di quel giornalismo così raro in questo nostro disgraziato paese) che forse a volte può essere scambiata per accondiscenza o può lasciare intendere che veramente ci sono cose che non siamo in grado di cambiare.

Comunque la vogliate vedere, buona lettura e complimenti a Fiorenzo e ai tipi di Stampa Alternativa per il coraggio e per la buona cura editoriale.

10 aprile 2009

il mestiere di riflettere

Filed under: libri — alessandro @ 12:17 pm
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Il mestiere di riflettere

Il mestiere di riflettere

Questo libro che narra “storie di traduttori e traduzioni” mi interessava da tempo. Ne ho letto diverse recensioni e commenti di segno opposto su blog e su Anobii. Poi conosco personalmente una delle autrici, con la quale condivido l’impegno per migliorare questo nostro mondo (in senso ampio, non quello claustrofobico editoriale…), mentre un’altra autrice è Denise, che non conosco (ancora) di persona ma della quale seguo con attenzione il blog.

Il libro mi è piaciuto, anche se in realtà i racconti che lo compongono sono dotati di autonoma vita propria, perciò il giudizio potrebbe essere altrettanto diversificato.

Ciò che è maggiormente interessante è la restituzione di un mestiere, dei percorsi compiuti per arrivarci e delle gioie e dei dolori quotidiani.

Forse troppo spesso si tende a dipingere una sorta di agiografia del mestiere del traduttore e devo dire che ho trovato alcuni interventi decisamente sopra le righe.

Altro elemento simpatico è la costante lotta che il traduttore tende a ingaggiare con il redattore-revisore. A volte mi ha dato fastidio leggere accenni un po’ sprezzanti, ma devo dire che spesso, in veste di redattore, mi sono trovato anche io a maledire il traduttore di turno e altrettante volte il grafico-impaginatore. Forse solo chi pratica entrambi i mestieri ha avuto la sensibilità per capire che i due ruoli si completano e, mi viene da dire, forse sarebbe necessario che dialogassero di più. Proposito complicato se non si vive insieme in redazione, ma ognuno sta rintanato nella propria tana.

Complimenti a  Federica D’Alessio e Chiara Marmugi per la loro spassosissima pièce “Sei mani per un vampiro”!

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