R e d a t t o r i s i d i v e n t a (?)

26 settembre 2009

traduttori automatici

Filed under: belle storie — alessandro @ 4:54 pm
Tags: , , , , ,
"Yeah. Sure. Bye." da Daisuke Ido su Flickr.com

"Yeah. Sure. Bye." da Daisuke Ido su Flickr.com

Di una cosa noi lavoratori più o meno precari del mondo dell’editoria possiamo essere sicuri: nei prossimi anni non verrà meno la richiesta di traduzioni da e verso l’italiano, perché non c’è alcun pericolo che un software possa sostituire una raffinata rete neuronale umana.

Non faccio il traduttore e a dire la verità mi capita anche raramente di rivedere traduzioni altrui, lavorando soprattutto per la scolastica. A volte mi è capitato di fare delle revisioni e trovarmi davanti a svarioni divertenti, ma mai e poi mai mi sono imbattuto in perle come nelle mail che mi arrivano di frequente.

Ecco alcuni esempi. (more…)

18 settembre 2009

impara a cinguettar

Filed under: belle storie — alessandro @ 10:44 am
Tags: , , , , ,

"Passerotto" da paolofefe - Photography is color su flickr.com

"Passerotto" da paolofefe - Photography is color su flickr.com

[597 battute] Dopo qualche mese su faccialibro mi sono stancato delle sciocche applicazioni (Non ho ancora comprato un negozio in Guerra fra bande, e allora? / Non ho ancora un animaletto in corsa degli animaletti, quindi?) e delle richieste di amicizia farlocche. Ho incontrato nuovamente alcuni amici, ci siamo visti e tanto mi è bastato. Adesso aspetto con ansia la data del Facebook suicide day per eradicare il mio profilo dal web. Nel frattempo mi sono iscritto su Twitter, mi piaceva questa idea della sintesi e l’assenza di applicazioni perditempo. Se qualcuno fosse interessato, questa è la mia pagina.

[327 battute] Faccialibro mi ha stancato con le sue sciocche applicazioni e con richieste fasulle di amicizia. Mi ha fatto piacere incontrare di nuovo qualcuno. Aspetto il Facebook suicide day per eliminare il profilo. Adesso mi sono iscritto su Twitter, per provare la sintesi e non perdere tempo con le applicazioni. Questa è la mia pagina.

[223 battute] Basta con le sciocche applicazioni e le amicizie false di Facebook. Aspetto il Facebook suicide day per cancellarmi da lì. Adesso sono su Twitter per provare la sintesi e non perdermi in sciocchezze. Questa è la mia pagina.

[116 battute] Basta Facebook: troppo tempo perso. Adesso ho un profilo su Twitter: lì provo la sintesi. Se ti va vieni a trovarmi.

15 settembre 2009

a scuola di demagogia?

"Beata ignoranza" da kappazeta su Flickr.com

"Beata ignoranza" da kappazeta su Flickr.com

Ha riscosso un certo successo mediatico l’iniziativa di un istituto superiore di Brindisi di autoprodurre i libri di testo per i propri studenti. Le cronache narrano le reazioni entusiastiche dei genitori degli studenti che, con appena 25 euro, si sono messi in spalla uno zainetto col logo della scuola e il primo carico di fascicoli scritti dagli stessi docenti della scuola e stampati e rilegati a cura dell’istituto.

Sia detto d’entrata: io sono parte in causa, dal momento che grossa parte del mio lavoro si svolge proprio per due case editrici specializzate in scolastica. Questo potrebbe indurre qualcuno a vedermi come il rappresentante di interessi corporativi, anche se questo, vista la mia condizione di assoluta precarietà, forse sarebbe un po’ ridicolo.

Vi propongo allora qualche stringatissima riflessione. (more…)

igiene linguistica

Filed under: belle storie — alessandro @ 2:06 pm
Tags: , , , , , , ,
"cleaning" da -sel su Flickr.com

"cleaning" da -sel su Flickr.com

Quando avevo qualche anno di meno, mi piaceva molto riempirmi la bocca di concetti orwelliani: la neolingua, il rovesciamento dei termini (La libertà e schiavitù, La guerra è pace, L’ignoranza è forza) erano senza dubbio un terreno di fertili e inesauribili esempi per descrivere il mondo in cui vivevo.

Dicono che col tempo i furori ideologici si stemperino, così da condurre tutti a una riconquistata ragionevolezza o acquiscenza, eppure oggi, a distanza di dieci-quindici anni, mi pare che la distopia orwelliana continui a essere una metafora molto efficace per il mondo attuale.

È proprio per questo che mi ha fatto molto piacere leggere l’articolo “in copertina” di «Internazionale» n. 812, dedicato al 1989 e intitolato L’anno delle speranze.

Anni di letture di testi in cui gli avvenimenti del 1989 nell’Europa orientale venivano descritti come incomprensibili “cadute” di dittatori e muri, vengono semplicemente spazzati via dal racconto di Neal Ascherson.

Il giornalista e storico scozzese, allievo di Eric Hobsbawm, fa piazza pulita delle ambiguità e delle mezze parole: i muri sono stati abbattuti, le popolazioni dell’est hanno dato vita a rivolte e rivoluzioni.

Grazie Ascherson (e grazie anche alla traduttrice Bruna Tortorella) per l’esercizio di igiene linguistica e concettuale.

9 settembre 2009

precàrio

Filed under: brutte storie,parole — alessandro @ 8:35 am
Tags: , ,
"Equilibrio precario" da streughui su Flickr.com

"Equilibrio precario" da streughui su Flickr.com

Solitamente nei post della categoria “parole” adopero diverse risorse disponibili on-line, di solito il dizionario Treccani, il De Mauro per i sinonimi e i contrari e l’etimologico.

Oggi invece, più semplicemente, mi limito a consigliarvi la lettura del bell’articolo di Marina Boscaino dal titolo Scuola, le preghiere dei precari, pubblicato sul sito dell’«AnteFatto».

Si parla di scuola è vero, ma l’autrice coglie delle particelle di verità generale e applicabile a maggior ragione a noi aspiranti redattori (ma anche traduttori, perché no?) che forse nemmeno hanno mai avuto la velleità di sognarsi il posto fisso nel dorato mondo dell’editoria.

Buona lettura.

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: