R e d a t t o r i s i d i v e n t a (?)

11 giugno 2010

alla ricerca del posto di lavoro

"Work hard & be nice to people..." da Wurz su Flickr.com

Lo dico subito: non mi riferisco alla ricerca del Posto di lavoro, quello tanto caro alla generazione dei miei genitori. Da questo punto di vista, almeno per il momento, mi sono messo l’animo in pace. Spero di avere modo di tornare sulla mia esperienza da freelance più avanti, appena ne avrò il tempo, perché cose da dire ne avrei.

Argomento di questo post è invece la ricerca di un posto fisico dove lavorare. I redattori,  i traduttori, gli scrittori, ma immagino anche i web designer e gli iconografi si trovano spesso a lavorare fuori dai locali delle aziende che commissionano loro i lavori. Logica conseguenza dell’essere freelance e per alcuni versi situazione favorevole (perlomeno rispetto ai contratti di collaborazione farlocchi nei quali in realtà ci si trova a timbrare il cartellino).

Da tre anni svolgo lavori redazionali e mi sono sempre giostrato tra le redazioni dei clienti (nel caso in cui fosse possibile o indispensabile lavorare in loco) e casa mia. Finché siamo stati io e la mia compagna (che tra l’altro lavora su turni) non c’è stato alcun problema… ma da un anno a questa parte è arrivata una splendida creaturina ad allietare le nostre giornate (e anche molte nottate). Questa sì che è una (meravigliosa) complicazione!

Un’esigenza fondamentale del nostro lavoro: la concentrazione, che dal mio punto di vista è accompagnata dal silenzio prolungato, senza interruzioni che si portano dietro la necessità di ricominciare da capo il lavoro. Potete immaginare che il silenzio e la continuità siano merci piuttosto rare da queste parti.

Esigenza diversa: evitare l’isolamento. Mi piace lavorare da solo, spesso è indispensabile. Ma non teorizzo il solipsismo: mi piace confrontarmi sui problemi, conoscere i progetti di altri e magari arrivare a progetti condivisi; anche da un punto di vista strettamente utilitaristico, molte volte le occasioni di lavoro nascono dalle reti di relazioni che siamo in grado di costruire.

Mi sono guardato intorno. In diversi mi hanno suggerito il coworking (se non sapete che cos’è potete dare uno sguardo qui) e ho anche pensato alla possibilità di affittare uno spazio. Non ho ancora provato nessuna delle due cose, sebbene per motivi differenti.

Il coworking è molto cool, ambienti di solito fighetti che a quanto dicono ospitano figure professionali interessanti e stimolanti. Il problema principale? Il costo. Mi pare eccessivo preventivare trecento euro al mese per una postazione di lavoro sul mio già magro reddito.

Affittare un posto? Non se ne parla per lo stesso motivo: mettere in preventivo la locazione per un anno intero (e non è detto che io lavori dodici mesi su dodici) a prezzi di solito piuttosto alti.

Eppure mi chiedo in quanti siamo ad avvertire un’esigenza simile. Possibile ideare un luogo di lavoro in comune, dividere le spese, condividere le esperienze, uscire dalla solitudine? Sarà forse meno cool del coworking griffato, ma è un’idea che mi frulla in testa da un po’. Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensa chi ogni tanto mi legge; se poi ci fosse qualcuno di Torino consideri pure questo post un’offerta per ragionare concretamente sull’idea del luogo di lavoro in comune.

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3 commenti »

  1. Ciao
    Ho 33 anni e da quattro anni faccio la redattrice freelance per una nota casa esditrice di scolastica…nel dettaglio lavoro su testi scientifici per le superiori. Ho una laurea in Biologia e una specializzazione e come puoi bene capire avevo un roseo futuro da biologa disoccupata. Davvero per caso e nella disperazione più totale avevo iniziato compulsivamente a mandare il mio CV a molte case editrici considerando, a mio favore, una discreta capacità di scrittura, la passione per i libri (liceo ginnasio D’Azeglio di Torino docet). Ho avuto per la prima e unica volta nella mia vita la fortuna di trovare su quella scrivania qualcuno che era alla ricerca disperata di un buco da riempire per un testo di Scienze Naturali per licei…e da allora ho autoimparato cosa significasse occuparmi della redazione completa di un’opera…redazione testi, ricerca iconografica, creazione delle didascalie o di schede infografiche etc.
    Un libro tira l’altro ed eccomi qua con 3 opere all’attivo e anche tre “creaturine” a cui pensare…
    Ho letto molto bene diversi articoli del tuo sito e l’ho trovato formale al punto giusto, realista e …direi anche cool!
    Per il prossimo anno, visti i vari tagli anche nell’Editoria, non sono certa di avere un nuovo progetto a cui lavorare, ma a parte questo sono anch’io un po’ esausta di lavorare in casa sempre chiusa tra quattro mura…; ho diversi contatti oramai con stiudi grafici, impaginatori etc…ma in realtà è un po’ di tempo che penso anche io che non sarebbe male unire le forze con altri professionisti del settore ..insomma ho considerato il tuo post: “un’offerta per ragionare sull’idea di un luogo di lavoro comune”!!!
    Dimenticavo…mi chiamo Laura e vivo a Giaveno, ridente cittadina ai piedi delle Alpi e non molto distante da Torino!
    Beh, ti lascio il mio post.
    See you

    Commento di laura — 27 marzo 2012 @ 7:07 pm | Rispondi

    • Grazie Laura per aver condiviso la tua esperienza.
      Da quando ho scritto questo post alcune cose sono cambiate, almeno professionalmente.
      Let’s keep in touch!
      A.

      Commento di alessandro — 28 marzo 2012 @ 11:23 am | Rispondi

  2. anche io sono una professionista dell’editoria (traduttrice free lance) e l’idea del coworking mi stuzzica molto. ottimo sapere, alessandro, che per te le cose sono cambiate: ma mi sembra che in questa realtà sia difficile trovare professionisti del nostro settore, che sono poi quelli che mi piacerebbe incontrare al mattino. perché questo commento? boh. così mi sento meno sola, forse. ma se hai colleghi che cercano coworker a torino, fai un fischio. 😉

    Commento di barbara — 28 novembre 2012 @ 12:44 pm | Rispondi


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