R e d a t t o r i s i d i v e n t a (?)

17 giugno 2010

legge bavaglio, scenario per i blog

Filed under: brutte storie — alessandro @ 2:24 pm
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"MIND THE GAG" da Shht! su Flickr.com

"MIND THE GAG" da Shht! su Flickr.com

Di solito non pubblico post off topic, ma la cosiddetta “legge bavaglio” merita una mobilitazione particolare.
Vi invito a leggere l’articolo di Jan Reister pubblicato su Nazione Indiana e farvi così un’idea.

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15 settembre 2009

a scuola di demagogia?

"Beata ignoranza" da kappazeta su Flickr.com

"Beata ignoranza" da kappazeta su Flickr.com

Ha riscosso un certo successo mediatico l’iniziativa di un istituto superiore di Brindisi di autoprodurre i libri di testo per i propri studenti. Le cronache narrano le reazioni entusiastiche dei genitori degli studenti che, con appena 25 euro, si sono messi in spalla uno zainetto col logo della scuola e il primo carico di fascicoli scritti dagli stessi docenti della scuola e stampati e rilegati a cura dell’istituto.

Sia detto d’entrata: io sono parte in causa, dal momento che grossa parte del mio lavoro si svolge proprio per due case editrici specializzate in scolastica. Questo potrebbe indurre qualcuno a vedermi come il rappresentante di interessi corporativi, anche se questo, vista la mia condizione di assoluta precarietà, forse sarebbe un po’ ridicolo.

Vi propongo allora qualche stringatissima riflessione. (more…)

9 settembre 2009

precàrio

Filed under: brutte storie,parole — alessandro @ 8:35 am
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"Equilibrio precario" da streughui su Flickr.com

"Equilibrio precario" da streughui su Flickr.com

Solitamente nei post della categoria “parole” adopero diverse risorse disponibili on-line, di solito il dizionario Treccani, il De Mauro per i sinonimi e i contrari e l’etimologico.

Oggi invece, più semplicemente, mi limito a consigliarvi la lettura del bell’articolo di Marina Boscaino dal titolo Scuola, le preghiere dei precari, pubblicato sul sito dell’«AnteFatto».

Si parla di scuola è vero, ma l’autrice coglie delle particelle di verità generale e applicabile a maggior ragione a noi aspiranti redattori (ma anche traduttori, perché no?) che forse nemmeno hanno mai avuto la velleità di sognarsi il posto fisso nel dorato mondo dell’editoria.

Buona lettura.

31 luglio 2009

eutanasia di una CE

Filed under: brutte storie,editori — alessandro @ 1:04 am
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"Skull" da Laura Appleyard su Flickr.com

"Skull" da Laura Appleyard su Flickr.com

Era circa dicembre dell’anno passato. Il mese prima avevo spedito la solita montagna di curriculum alle case editrici di Torino, provincia, Piemonte e magari anche Milano e Genova, giusto per provare. Chiunque sia avvezzo a questa pratica, e so che molti aspiranti redattori/traduttori lo sono, sa anche che il tasso di successo (e con successo intendo una qualsiasi risposta, anche negativa!) non arriva mai alle due cifre percentuali. Quel dicembre mi arrivò invece una risposta incoraggiante: il fantastico appuntamento conoscitivo.

La CE in questione è piccola (o meglio lo era) ma aveva anche un catalogo di tutto rispetto, un piano editoriale interessante e una storia quasi ventennale alle spalle. All’appuntamento seguì un lavoro (retribuito!) di prova; niente di che, una semi-revisione più correzione di un volumetto collettaneo di un’indagine sociologica sulla mia città, anzi proprio sul quartiere in cui vivo. (more…)

26 marzo 2009

e tu hai le vision?

Filed under: brutte storie — alessandro @ 4:22 pm
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Nostra Signora di Fatima

Nostra Signora di Fatima

Sul portale della Treccani è appena comparsa una video-intervista al professor Luca Serianni, che spiega con pacatezza il processo tramite il quale le parole nuove trovano posto nel dizionario.

Eppure chiunque legga, ascolti la radio o guardi la TV, o a maggior ragione si trovi a dover fare i conti con revisioni e correzioni di testi altrui, si trova quotidianamente sommerso da neologismi, per lo più orrendi.

Ora, io non vorrei che parlassimo e scrivessimo come Dante nella Commedia, né come Manzoni nei Promessi, tantomeno vorrei norme statali a difesa dell’italico idioma come hanno i nostri cugini d’Oltralpe. Mi basterebbe un po’ di accortezza.

Anche perché la penna rossa vorrebbe cambiare e sostituire, quasi fosse animata, la maggior parte di questi significanti. Ma poi si scontra con i vocabolari più di bocca buona nell’accogliere i neologismi (o i forestierismi) tra le proprie pagine: lo Zingarelli mi pare il più pronto, ad esempio.

E di quale autorità posso fregiarmi per contraddire il suddetto dizionario?

Così, ogni volta che mi trovo davanti a una vision, oppure quando maneggio fonti sensibili o altre facezie simili, mi trovo a pregare che i curatori dei dizionari non siano così tanto proattivi da implementare subito i nuovi lemmi nei propri elenchi. Che lascino trascorrere un po’ di tempo, il quale, è noto, porta consiglio.

10 marzo 2009

ReRePre. Alleluia!

Rete dei Redattori Precari

Rete dei Redattori Precari

Era dicembre, e scoprivo l’esistenza della Rete dei Redattori Precari grazie a un post pubblicato sul blog di Denise.

Sulle prime, devo proprio dirlo, la nascita della ReRePre mi era sembrata un’iniziativa simpatica ma un po’ balzana. Sarà che con gli anni ho sviluppato un’acuta diffidenza verso i sindacati e questa rete mi pareva emanazione di una di suddette congregazioni (benché “di base”).

Ora, ho seguito un po’ le attività della Rete sulla rete e devo dire che vale la pena conoscerla. I motivi possono essere i più vari, per quello che mi riguarda il più importante è la necessità di provare a fuoriuscire da una dimensione atomizzata. Sì, noi redattori precari/atipici/freelance siamo atomizzati, separati, spesso messi l’uno contro l’altro dalla pura necessità ancora prima che dalla competizione professionale.

Gli esperti di giorno in giorno diffondono previsioni economiche agghiaccianti e i media fanno eco di queste analisi. La crisi sta investendo in pieno anche l’editoria di queste lande incolte, falcidiando le realtà più piccole e fermando le pubblicazioni di quelle più grosse. A farne le spese, ancora una volta, i più minuscoli tra i piccoli: noi precari, silenziosamente, e i “garantiti”, sebbene con un po’ più di rumore (vedi il caso della De Agostini-Utet).

Non so se la ReRePre sia la risposta, ma almeno è segno che qualcuno si muove. Alleluia!

23 febbraio 2009

fugat tenebras lucemque reducit

Filed under: brutte storie — alessandro @ 4:27 pm
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UTET, Torino, sede storica

UTET, sede storica, Torino

Come molti altri redattori/traduttori/correttori, lavoro a casa mia e solo ogni tanto mi trasferisco temporaneamente nelle redazioni dei miei clienti, spesso per chiudere un libro in tempi strettissimi, per riscontrare un’ultima volta una bozza e cose così.

Mi siedo al tavolo con le bozze di fronte, la finestra si apre su un muro di mattoni rossi, un medaglione decorato annuncia l’anno di costruzione dell’edificio (MDCCCLIV). Sotto un cornicione campeggia la scritta «fugat tenebras lucemque reducit».

Abito di fronte all’ex palazzina della UTET, istituzione bicentenaria della mia Torino, ormai da qualche anno fagocitata dalla De Agostini, smembrata, ridotta a marchio commerciale, svuotata dei suoi redattori, della sua biblioteca, della sua storia.

Edito e correggo, alzo lo sguardo verso la finestra e mi viene un po’ di tristezza a vedere i nuovi appartamenti signorili e i costruendi loft sorgere al posto della benemerita casa editrice torinese.

6 ottobre 2008

più redattori per tutti

Filed under: brutte storie,redattori — alessandro @ 9:58 pm
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stazione della metropolitana Anagnina

Roma Anagnina: stazione della metropolitana. Vorrei un tichet per l'areoporto.

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