R e d a t t o r i s i d i v e n t a (?)

20 giugno 2011

novità in e-book

Alessandro Miglio, Alle barricate!, cover dell'e-bookUn libro elettronico, un esperimento di lavorazione.

Sono partito da un’esperienza a me cara, la rivoluzione spagnola del 1936, ho recuperato una relazione che scrissi all’università e ho seguito tutta la filiera: rilettura, revisione del testo, correzione, impaginazione sotto forma di epub e tutto il contorno di file xhtml e file css.

La copertina è l’elaborazione grafica di un manifesto della CNT (il sindacato anarchico spagnolo) e trovo che il suo significato sia attuale anche a 70 anni di distanza.

Che dire d’altro? Se vi interessa potete leggere qui una recensione, potete acquistarlo qui (costa appena 1,49 euro!) e leggerlo con calma sul vostro reader o sul computer.

2 agosto 2010

la quarta rivoluzione

Filed under: belle storie,libri — alessandro @ 2:23 pm
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More about La quarta rivoluzione

Gino Roncaglia, La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro

Da un po’ di tempo mi è presa una strana curiosità sull’editoria digitale, sugli e-book e non solo. Una curiosità che mi porterà a tradire il vecchio caro libro di carta, il fascino del fruscio delle pagine, il profumo della colla, l’estetica della copertina?

No, non penso si tratti di un tradimento, quanto piuttosto l’esigenza di stare al passo coi tempi e capire dove sta andando l’editoria.

In questo senso il libro di Gino Roncaglia, La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro, è un volume prezioso sotto diversi punti di vista.

Sono sei lezioni, appunto. Dalla storia recente dell’editoria digitale ai richiami alla fantascienza, dalle questioni tecnologiche (ehi, anche il libro cartaceo è una tecnologia!) a quelle legate ai diritti d’autore. Di tutto un po’. Sei capitoli fruibili anche in maniera separata, saltando da uno all’altro, leggendoli in modo disorganico oppure tutti di seguito come ho fatto io.

Un libro indispensabile per chi voglia approcciare al tema degli e-book, ma anche una fonte preziosa di possibili approfondimenti per chi invece già mastica i rudimenti dell’argomento.

Il libro è accompagnato da un pregevole blog in cui sono presenti videolezioni e approfondimenti.

Una lettura consigliata per chiunque sia del mestiere, ma anche per tutti quelli che vogliono saperne un po’ di più.

13 dicembre 2009

roma: più libri più liberi

"una lunga pausa pranzo" da babu pesce di bosco su Flickr.com

Qualche giorno fa ho chiesto a una attenta frequentatrice di questo blog, Elena, prossima a passare qualche giorno a Roma alla fiera della piccola e media editoria, di scrivere un post per raccontare la sua esperienza.

Ecco a voi il post.

Dopo una levataccia e le 3 canoniche ore di treno da Bologna, arriviamo finalmente al Palazzo dei Congressi. All’ingresso incontro come prima cosa uno dei ragazzi della casa editrice bolognese (nonché fornitrice di servizi editoriali) Odoya, ovvero coloro che hanno dato ordine e forma alla mia precedente esperienza professionale con il loro corso per redattori e impaginatori.

Ci ripromettiamo di vederci più tardi per due chiacchiere e poi procediamo al piano inferiore, dove era allestito uno spazio per le conferenze e una zona in cui provare i vari e-book reader disponibili attualmente sul mercato italiano. (more…)

26 ottobre 2009

il futuro sono gli e-book. (?)

Filed under: editori,libri — alessandro @ 3:41 pm
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"Kindle on the Moon" da Jeremy toeman su Flickr.com

"Kindle on the Moon" da Jeremy Toeman su Flickr.com

In questo periodo non ho moltissimo tempo per scrivere, anche se prendo appunti sulle cose che vorrei raccontare (ciò suoni da incoraggiamento a chi, cosa molto improbabile, attendesse con ansia sempre nuovi post su questo blog).

Nel frattempo mi limito a citare l’articolo apparso su Nazione Indiana: Editoria digitale, ebook e mercato italiano.

È interessante, vale la pena leggerlo e farci due ragionamenti sopra.

Una domanda su tutte: la nuova editoria digitale può essere una valvola di sfogo per aspiranti redattori e altrettanto aspiranti scrittori, traduttori e illustratori, oppure no?

A presto.

Aggiornamento: leggendo i commenti all’articolo di NI ho trovato molto interessante anche questo articolo qui, che parla della crisi della piccola editoria e del ruolo del web.

25 agosto 2009

letture estive

Torre - Tower da frescoooo su Flickr.com

"Torre - Tower" da frescoooo su Flickr.com

Agosto dedicato a numerose letture. Complici il gran caldo, un soggiorno in Val Chisone e la presenza fresca fresca della fantastica creaturina che è venuta ad allietare giorni e notti miei e della mia compagna. Così ho smaltito un po’ la “colonna infame” di volumi acquistati e/o presi in prestito, colpevolmente letti a rilento nei mesi precedenti a causa di letture lavorative non sempre gradevoli. In rigorso ordine di lettura e tralasciando La solitudine dei numeri primi, che forse, se ne avrò voglia, meriterà un post tutto suo, ecco i fantastici dieci:

Brigate rosse: nel cuore dello stato, di Renato Scarola, edito da Prospettiva edizioni. La pubblicistica sul fenomeno delle BR e del terrorismo rosso e nero è abbondante, basta girare tra gli scaffali di qualsiasi libreria degna di tale nome, eppure devo dire che è un filone che non mi ha mai appassionato più di tanto. Il libro di Renato Scarola, una volta superati alcuni intenti didascalici e pedagogici forse un po’ ridondanti, acquisisce il pregio della scorrevolezza e lascia a bocca aperta un profano come me di fronte alle sconvolgenti rivelazioni di doppi e tripli giochi tra Stato, terroristi, logge, servizi, partiti, malavita.

Troppo buoni con le donne, di Raymond Queneau, Einaudi. Il buon Queneau, merito forse anche del traduttore Giuseppe Guglielmi, non smette mai di farmi divertire come un pazzo con i personaggi e le ambientazioni surreali dei suoi romanzi. Questo, ambientato in Irlanda durante una rivolta a inizio Novecento, forse non è ai livelli dei Fiori blu e di Zazie nel metrò, ma vale comunque la pena leggerlo. (more…)

15 maggio 2009

la fiera del libro ter

Filed under: editori,libri — alessandro @ 7:47 pm
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la fiera

la fiera

Venerdì 15 maggio 2009, ore 15.00

Anche oggi ho fatto un giro al Lingotto, sede della XXII Fiera del libro di Torino. Giro pomeridiano e ristretto perché avevo già dato a sufficienza il giorno precedente e al mattino avevo da lavorare. (E poi devo lavorare anche stasera, mica gli incassi da aspirante redattore sono sufficienti a sfamare la famiglia.) Anche oggi procederò per sintetiche impressioni.

1. Gli sciami di ragazzini “zainettati” (per quanto riguarda le femminucce anche già “borsettate”) sono sensibilmente defluiti. Sarà l’ora più tarda, oppure la pioggia che cade insistente dalla mattina è servita da deterrente per i più piccoli. Questa è una buona notizia.

2. Il mio programma personale prevedeva di ascoltare “Il corpo del Capo. Come si conquista un paese” con Marco Belpoliti e Maria Latella. Il “Capo” potete ben immaginare chi sia, e potrebbe essere oggetto di analisi approfondite e ficcanti. Purtroppo l’incontro si rivela senza capo né coda, soprattutto a causa del soporifero racconto della Latella, mentre Belpoliti è risultato un po’ più brillante facendo interessanti accostamenti tra il pensiero di Hanna Arendt, l’opera di Andy Warhol (e altri) e la questione delle immagini e della costruzione dell’immaginario. Riflessione: ma era proprio necessario fare questo incontro nella sala sponsorizzata dalla Banca Mediolanum? I dieci minuti di spot con Ennio Doris e la proiezione del logo sul maxischermo sono una sorta di par condicio?

3. Passo di nuovo dai tipi di ISBN. Non ho potuto resistere alla tentazione e così ho acquistato due libri della nuova collana Novecento italiano: Facile da usare, di Oreste Del Buono e Nascita e morte della massaia, di Paola Masino. Il tutto con lo sconto del 30%. A proposito: qualcuno dovrebbe dire ai grossi editori di fare grossi sconti e non essere di braccino corto visto che l’ingresso in Fiera si paga (caro) e le librerie fanno abitualmente sconti.

4. Alla fine mi sono affezionato alle case editrici neonate. Che sia un inconfessabile desiderio inconscio di diventare editore? Sia come sia mi sono di nuovo trovato nel cosiddetto Incubatore, proprio mentre i tipi della Neo edizioni presentavano il libro E morirono tutti felici e contenti, una raccolta di “fiabe non più fiabe”. Un pezzo di presentazione seguita, l’autore che ho sentito (Nicola Manuppelli) mi è sembrato possedere una sensibilità rara, un po’ meno coinvolgente il pippozzo teorico di uno degli editori. Ad ogni modo libro acquistato, in attesa di lettura e di recensione.

5. Sabato e domenica niente Fiera. Ho altro da fare e soprattutto ci sarà troppissima gente. Tornerò, forse, lunedì. Ma devo ancora consultare il programma degli appuntamenti.

14 maggio 2009

la fiera del libro bis

Filed under: editori,libri — alessandro @ 7:17 pm
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la fiera

la fiera

Giovedì 14 maggio 2009, ore 10.30

Il vostro bravo aspirante redattore è accreditato e pronto a immergersi nel gran calderone fieralibresco2009. Procederò per sintetiche impressioni.

1. Nugoli di ragazzini/e delle scuole di ogni ordine e grado dell’italica penisola sciamano felici e/o insofferenti per i vari padiglioni. Riflessione: viva lo sforzo delle scuole per appassionare alla lettura e procurarmi clienti, ma è proprio necessario che tutti vadano alla Fiera?

2. Umberto Eco e Jean-Claude Carrière registrano il tutto esaurito (580 spettatori) al loro dialogo “Non sperate di liberarvi dei libri” (dialogo omonimo al libro dei due appena uscito per i tipi della Bompiani). Ho rischiato di non entrare visto che ho preso al volo uno degli ultimi biglietti per accedere alla sala. Dietro di me uno dei predetti ragazzini berciava: “Zioffà che palle, io me ne sono già liberato di ‘sti cazzo di libri!”. Amen. Il dialogo tra i due è appassionante e dilaga dal feticismo del collezionismo (“fase anale” secondo Eco) al lettore ideale e quello assoluto fino a un gustoso scambio di battute tra il concetto di bêtise e gli equivalenti italiani. Segue proposta semiseria di fondare, proprio a Torino, un’Università della stupidità. Non mi aspettavo che Eco dicesse tutte quelle parolacce, comunque.

3. Torno in mezzo agli stand, vago rapito sulle copertine, quando alle mie spalle percepisco l’arrivo di un’onda d’urto impressionante: a un metro da me stanno Gianfranco Fini, duecento poliziotti e un’allegra corte dei miracoli di politicanti locali. Riflessione numero due:  è proprio necessario, ogni anno, la presenza di tali individui alla Fiera?

4. Giro, giro, giro. Tocco, sfoglio, parlo. Resisto, giocoforza vista la mia assoluta carenza di fondi, all’acquisto compulsivo di 200-300 libri. Tanti stand, tanti (tantissimi?) editori alcuni di buona (o ottima) e molti di pessima qualità (giudizio del tutto personale, sia ben chiaro). Scambio due parole coi ragazzi di ISBN e con quelli di Interlinea. Speriamo ne nasca qualcosa di buono…

5. Faccio un giro al cosiddetto “Incubatore”, specie di ghetto a condizioni agevolate in cui stanno stipati una ventina di nuovissimi editori. Anche qui: qualcuno di buona (o ottima) e molti di pessima o mediocre qualità (parlo della fattura dei libri, non potendomi pronunciare sui contenuti). Chiacchiero con l’editore di Neo edizioni e con quelli di ad est dell’equatore. Bravi ragazzi. Questi ultimi mi invitano alla presentazione di Milingo contro tutti, romanzo surreale di Filippo Anniballi. Presentazione ben fatta, lettore professionale, libro acquistato e in attesa di lettura e recensione.

A domani per gli aggiornamenti.

13 maggio 2009

la fiera del libro

Filed under: editori,libri — alessandro @ 12:29 pm
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la fiera

la fiera

Parte domani la ventiduesima Fiera internazionale del libro di Torino che, dopo le aspre polemiche dell’anno scorso per l’invito di Israele come paese ospite, ha il tema “Io, gli altri. Occasioni per uscire dal guscio”. La lista degli ospiti è come sempre succulenta: Eco, Rushdie, Grossman, Pamuk, Scurati, Celestini, Genna, la centenaria Levi Montalcini e, tanto per cambiare, l’onnipresente Giordano.

Mi è sempre piaciuto il Salone, poi Fiera e prossimamente di nuovo Salone del libro di Torino. Per un feticista della carta stampata è emozionante ritrovarsi sommersi dai libri, vagare tra gli stand delle piccole/medie/grandi case editrici, scambiare due parole con gli espositori, ascoltare la viva voce degli autori.

Non ho mai acquistato molti libri alla Fiera, forse perché preferisco rivolgermi alla mia libreria di fiducia e godere degli sconti piuttosto che comprare a prezzo pieno, ma la Fiera è sempre stata l’occasione per fare incetta di cataloghi, farmi un’idea della produzione attuale, curiosare tra gli stand delle librerie antiquarie.

Dall’anno scorso alla passione si è aggiunto l’interesse professionale che mi ha permesso di iniziare una collaborazione con EGA. Anche quest’anno sarò alla Fiera, mi perderò tra i padiglioni anche se tenterò di finalizzare le visite per conoscere e farmi conoscere.

A domani per gli aggiornamenti.

21 aprile 2009

se il mondo è già qui

Filed under: libri — alessandro @ 6:16 pm
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Il mondo in una piazza

Il mondo in una piazza

Alcuni libri si fanno leggere volentieri e Il mondo in una piazza di Fiorenzo Oliva è uno di questi. Non tanto, o forse non solo, perché l’autore è un mio caro amico, ma perché in questo diario di un anno tra 55 etnie vive il racconto genuino di un anno a Porta Palazzo, quartiere multietnico per eccellenza della vecchia Torino fabbrica e della nuova Torino alla ricerca confusa di una nuova identità.

Fiorenzo ha un pregio: è capace a scrivere, e attraverso la sua penna vivono le descrizioni dei luoghi della città, prendono forma i volti e gli accenti delle persone che la abitano e si viene a conoscenza di interessanti dati statistici mai presentati in maniera pedante.

Il libro, che si apre con il racconto di uno spiacevolissimo fatto di cronaca di cui l’autore e alcuni amici furono vittime nell’estate del 2002, e la stessa scelta di vivere in quello che la stampa torinese definisce il cuore dello spaccio e della delinquenza immigrata sono stati una sorta di percorso psicoanalitico. Un tentativo analitico ben racchiuso nella frase del cineasta tedesco Rainer Werner Fassbinder riportata in esergo: Ciò che non siamo in grado di cambiare, dobbiamo almeno descriverlo. Osservare, ascoltare e vedere coi propri occhi per comprendere la realtà. Non già per dare alle stampe un libello ideologico di questa o quella parte politica.

Intenzione preziosa questa del racconto dei fatti (un sano stile giornalistico, di quel giornalismo così raro in questo nostro disgraziato paese) che forse a volte può essere scambiata per accondiscenza o può lasciare intendere che veramente ci sono cose che non siamo in grado di cambiare.

Comunque la vogliate vedere, buona lettura e complimenti a Fiorenzo e ai tipi di Stampa Alternativa per il coraggio e per la buona cura editoriale.

10 aprile 2009

il mestiere di riflettere

Filed under: libri — alessandro @ 12:17 pm
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Il mestiere di riflettere

Il mestiere di riflettere

Questo libro che narra “storie di traduttori e traduzioni” mi interessava da tempo. Ne ho letto diverse recensioni e commenti di segno opposto su blog e su Anobii. Poi conosco personalmente una delle autrici, con la quale condivido l’impegno per migliorare questo nostro mondo (in senso ampio, non quello claustrofobico editoriale…), mentre un’altra autrice è Denise, che non conosco (ancora) di persona ma della quale seguo con attenzione il blog.

Il libro mi è piaciuto, anche se in realtà i racconti che lo compongono sono dotati di autonoma vita propria, perciò il giudizio potrebbe essere altrettanto diversificato.

Ciò che è maggiormente interessante è la restituzione di un mestiere, dei percorsi compiuti per arrivarci e delle gioie e dei dolori quotidiani.

Forse troppo spesso si tende a dipingere una sorta di agiografia del mestiere del traduttore e devo dire che ho trovato alcuni interventi decisamente sopra le righe.

Altro elemento simpatico è la costante lotta che il traduttore tende a ingaggiare con il redattore-revisore. A volte mi ha dato fastidio leggere accenni un po’ sprezzanti, ma devo dire che spesso, in veste di redattore, mi sono trovato anche io a maledire il traduttore di turno e altrettante volte il grafico-impaginatore. Forse solo chi pratica entrambi i mestieri ha avuto la sensibilità per capire che i due ruoli si completano e, mi viene da dire, forse sarebbe necessario che dialogassero di più. Proposito complicato se non si vive insieme in redazione, ma ognuno sta rintanato nella propria tana.

Complimenti a  Federica D’Alessio e Chiara Marmugi per la loro spassosissima pièce “Sei mani per un vampiro”!

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