R e d a t t o r i s i d i v e n t a (?)

12 luglio 2011

redattori si diventa?

serratura

"serratura" da massimiliano mauri su Flickr.com

Tutte le cose hanno una fine. Anche questo blog, dopo tre anni di vita e circa 20.000 contatti, si avvia alla fine della sua corsa. In realtà la fine era già evidente nei fatti, si poteva capire nella scarsità di aggiornamenti, ma mi piace l’idea di apporre un sigillo e non lasciare solo sedimentare la polvere.

Inoltre tre anni non sono pochi, anzi forse sono abbastanza per rispondere alla domanda che ha dato il titolo al blog: redattori si diventa? Il post che segue è un tentativo, incompleto, in questo senso. Il blog rimarrà comunque disponibile e casomai commentabile. (more…)

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18 maggio 2009

influenza suina e polmoniti severe

Filed under: parole — alessandro @ 2:36 pm
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maiale

maiale

Su «Internazionale» di questa settimana (n. 795, p. 82) c’è un articolo che parla della cosiddetta influenza suina, o più correttamente dell’influenza A. All’interno dell’articolo trova posto un bel box esplicativo con un corposo diagramma. Accidenti però che colpo la didascalia del diagramma, che ci informa della distribuzione dei casi di “polmonite severa” nell’aprile del 2009 in Messico.

Fretta o incuria del traduttore? Svista di chi ha rivisto o corretto le bozze? Certo, sarebbe bastato un dizionario, perché severe pneumonia non è una polmonite particolarmente intransigente o rigorosa. È molto più semplicemente una grave polmonite.

23 aprile 2009

accenti

Filed under: correzione bozze — alessandro @ 2:59 pm
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Letters... da Iguana Jo su Flickr.com

Letters... da Iguana Jo su Flickr.com

Per colpa di un accento
un tale di Santhià
credeva d’essere alla meta
ed era appena a metà.

Per analogo errore
un contadino a Rho
tentava invano di cogliere
le pere da un però.

Non parliamo del dolore
di un signore di Corfù
quando, senza più accento,
il suo cucu non cantò più.

(Gianni Rodari, Il libro degli errori)

La lingua italiana rende la vita abbastanza semplice nel trattare gli accenti. Gli unici che si segnano sono gli accenti grafici, mentre gli accenti tonici (quelli che danno la giusta intonazione alle parole) sono solitamente impliciti, a parte casi particolari in cui sia necessario evitare ambiguità. È sempre obbligatorio accentare le parole tronche che finiscono per vocale (es. gravità, omertà, libertà, cioè).

Gli accenti possono essere acuti oppure gravi. Le vocali a, i, o, u hanno sempre l’accento grave (à, ì, ò, ù), mentre la e può avere l’accento grave (è) se il suono è aperto oppure quello acuto (é) se il suono è chiuso. (more…)

26 marzo 2009

e tu hai le vision?

Filed under: brutte storie — alessandro @ 4:22 pm
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Nostra Signora di Fatima

Nostra Signora di Fatima

Sul portale della Treccani è appena comparsa una video-intervista al professor Luca Serianni, che spiega con pacatezza il processo tramite il quale le parole nuove trovano posto nel dizionario.

Eppure chiunque legga, ascolti la radio o guardi la TV, o a maggior ragione si trovi a dover fare i conti con revisioni e correzioni di testi altrui, si trova quotidianamente sommerso da neologismi, per lo più orrendi.

Ora, io non vorrei che parlassimo e scrivessimo come Dante nella Commedia, né come Manzoni nei Promessi, tantomeno vorrei norme statali a difesa dell’italico idioma come hanno i nostri cugini d’Oltralpe. Mi basterebbe un po’ di accortezza.

Anche perché la penna rossa vorrebbe cambiare e sostituire, quasi fosse animata, la maggior parte di questi significanti. Ma poi si scontra con i vocabolari più di bocca buona nell’accogliere i neologismi (o i forestierismi) tra le proprie pagine: lo Zingarelli mi pare il più pronto, ad esempio.

E di quale autorità posso fregiarmi per contraddire il suddetto dizionario?

Così, ogni volta che mi trovo davanti a una vision, oppure quando maneggio fonti sensibili o altre facezie simili, mi trovo a pregare che i curatori dei dizionari non siano così tanto proattivi da implementare subito i nuovi lemmi nei propri elenchi. Che lascino trascorrere un po’ di tempo, il quale, è noto, porta consiglio.

16 ottobre 2008

soldi, soldi, soldi

Filed under: redattori — alessandro @ 5:01 pm
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Osteographia, or The anatomy of the bones

William Cheselden: Osteographia, or The anatomy of the bones

Quanto chiedo per questo lavoro? O meglio: la cifra che mi stanno offrendo vale la pena per il tipo di lavoro? Come mi pagate? Quando mi pagate?

Spesso sono queste le domande con cui, letteralmente, fare i conti, alle prese con bollette, affitti, voglia di viaggiare e imprevisti più o meno belli. E la cosa che c’è da dire e che spesso le risposte non lasciano spazio a contrattazione, presentandosi più o meno come un “prendere o lasciare, tanto appena chiudi la porta c’è un altro che può prendere il tuo posto”. Dura la vita del precario, o se preferite del libero professionista che decida di fare mestiere della propria passione.

Quanto è valutato il nostro lavoro? Domanda a cui io non so ancora rispondere, anche se mi pare che spesso il valore sia preda di variabili quanto meno capricciose. Spesso si tratta di fare i conti con il budget destinato a una pubblicazione, se questo è più alto potrebbe essere meglio retribuito anche il lavoro redazionale; quindi un libro che venderà tante copie potrebbe essere un lavoro ben pagato, ma non penso sia una regola generale. (more…)

6 ottobre 2008

più redattori per tutti

Filed under: brutte storie,redattori — alessandro @ 9:58 pm
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stazione della metropolitana Anagnina

Roma Anagnina: stazione della metropolitana. Vorrei un tichet per l'areoporto.

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