R e d a t t o r i s i d i v e n t a (?)

15 settembre 2009

igiene linguistica

Filed under: belle storie — alessandro @ 2:06 pm
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"cleaning" da -sel su Flickr.com

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Quando avevo qualche anno di meno, mi piaceva molto riempirmi la bocca di concetti orwelliani: la neolingua, il rovesciamento dei termini (La libertà e schiavitù, La guerra è pace, L’ignoranza è forza) erano senza dubbio un terreno di fertili e inesauribili esempi per descrivere il mondo in cui vivevo.

Dicono che col tempo i furori ideologici si stemperino, così da condurre tutti a una riconquistata ragionevolezza o acquiscenza, eppure oggi, a distanza di dieci-quindici anni, mi pare che la distopia orwelliana continui a essere una metafora molto efficace per il mondo attuale.

È proprio per questo che mi ha fatto molto piacere leggere l’articolo “in copertina” di «Internazionale» n. 812, dedicato al 1989 e intitolato L’anno delle speranze.

Anni di letture di testi in cui gli avvenimenti del 1989 nell’Europa orientale venivano descritti come incomprensibili “cadute” di dittatori e muri, vengono semplicemente spazzati via dal racconto di Neal Ascherson.

Il giornalista e storico scozzese, allievo di Eric Hobsbawm, fa piazza pulita delle ambiguità e delle mezze parole: i muri sono stati abbattuti, le popolazioni dell’est hanno dato vita a rivolte e rivoluzioni.

Grazie Ascherson (e grazie anche alla traduttrice Bruna Tortorella) per l’esercizio di igiene linguistica e concettuale.

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