R e d a t t o r i s i d i v e n t a (?)

5 maggio 2009

sàtiro

Filed under: parole — alessandro @ 4:06 pm
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sàtiro s. m. [dal lat. satrus, gr. σάτυρος]. – 1. Figura mitologica dell’antica Grecia e del mondo letterario greco-romano, immaginata e rappresentata come un essere che, al corpo e alle membra umane, unisce elementi animaleschi quali orecchie, coda, zampe e talvolta brevi corna caprine; inteso come la personificazione della vita della natura, vive nei boschi o comunque in ambienti naturali selvaggi ed è caratterizzato da sensualità, aggressività e lascivia: a fronte a fronte, Un s. villan noi le vedemmo, Che di legarla pur allor finia (T. Tasso); Il cornuto Pastor co’ suoi Selvani [= Silvani], Co’ suoi Satiri e Fauni a lui compagni, Vengan colle zampogne (L. Alamanni). 2. fig. a. Uomo rozzo, dai modi rustici e selvatici: il s. si anderà a poco a poco addomesticando (Goldoni); anche in funzione di agg.: un giovane di grazioso aspetto, benché agreste e s. (Boccaccio). b. Uomo dalla morbosa sensualità, che cerca di sfogare i proprî istinti sessuali in forme violente e anormali (con allusione alla lascivia tradizionalmente attribuita ai satiri): la ragazza fu aggredita da un s.; è un pericoloso satiro. In usi iperb. e scherz., uomo che verso le donne ha un comportamento particolarmente intraprendente e sfrontato: al vecchio s. piacciono le ragazzine; anche con tono scherz.: lasciami stare, s. che non sei altro! ◆ Dim. satirèllo, satirétto, satirino, satirùccio; pegg. satiràccio. [da treccani.it]

sàtiro = lat. SÀTYRUS dal gr.SÀTYROS, che il Canini capricciosamente avvicina ad ÀTHYRÔ mi sollazzo, tripudio, preposta la lettera intensiva s e cambiato TH in T. Altri avvicina all’arab. SCIATHIRA scimmia. L’uso più antico di questo vocabolo fu per indicare Coloro che facevano gazzarra nelle festività di Bacco e specialmente la turba ebria petulante e chiassosa che costituiva il seguito di quel nume. Poscia il vocabolo passò a significare anche Uomo libidinoso per la naturale amistà tra il vino e i piaceri di Venere. E siccome il capro è considerato qual bestia libidinosa, così furono ai satiri attribuiti barba, corna e zampe caprine (v. Ditirambo); fig. oggi si dice anche a Persona rozza e selvatica. [da etimo.it]

sàtiro s.m. 1. TS mitol. Sinonimi semicapro; fauno. 2. CO fig. (uomo lascivo e lussurioso) Sinonimi CO mandrillo; CO degenerato, depravato, dissoluto; CO sporcaccione, sudicione. [da demauroparavia.it]

22 aprile 2009

smargiasso

Filed under: parole — alessandro @ 2:42 pm
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Silvio Berlusconi in Abruzzo

Silvio Berlusconi in Abruzzo

smargiasso s.m. [etimo incerto]. – Chi si vanta di qualità che non ha e di poter fare cose di cui non è capace; spaccone, fanfarone: essere uno s.; fare lo s.; talvolta anche come agg.: un tono, un atteggiamento smargiasso. ◆ Non usato, o raro, il femm. smargiassa. [da treccani.it]

smargiàsso prov. marjasso: alcuno dal gr. MÀRGOS propr. pazzo, insano, indi protervo, arrogante |preposta s intensiva|; ovvero dal gr. SMARAGÍZEIN risuonare, rimbombare: ma all’una e all’altra manca l’intermedio del latino. Piuttosto potrebbe sospettarsi una qualche affinità col germ. marrjan vessare (cfr. Smarrire) o con lo sp. marrar tagliare a pezzi (cfr. Marrano). Bravaccio, millantatore, che dice o si vanta di più di quello che faccia, o piuttosto che molto minaccia colle parole, ma poi teme di venire ai fatti |quasi Martàsso (!) da Marte, dio della guerra, dice il Salvini|. Deriv. Smargiassàre; Smargiassàta; Smargiasserìa; Smargiassòne. [da etimo.it]

smargiàsso agg., s.m. CO Sinonimi CO ammazzasette, ballista colloq., bravaccio, fanfarone, gradasso, guascone, millantatore, sacripante, sballone colloq., sbruffone, spaccone ES fr. blagueur BU spaccamontagne; AD spavaldo CO vanaglorioso Contrari FO discreto, semplice, umile AD modesto CO dimesso. [da demauroparavia.it]

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