R e d a t t o r i s i d i v e n t a (?)

11 giugno 2010

alla ricerca del posto di lavoro

"Work hard & be nice to people..." da Wurz su Flickr.com

Lo dico subito: non mi riferisco alla ricerca del Posto di lavoro, quello tanto caro alla generazione dei miei genitori. Da questo punto di vista, almeno per il momento, mi sono messo l’animo in pace. Spero di avere modo di tornare sulla mia esperienza da freelance più avanti, appena ne avrò il tempo, perché cose da dire ne avrei.

Argomento di questo post è invece la ricerca di un posto fisico dove lavorare. I redattori,  i traduttori, gli scrittori, ma immagino anche i web designer e gli iconografi si trovano spesso a lavorare fuori dai locali delle aziende che commissionano loro i lavori. Logica conseguenza dell’essere freelance e per alcuni versi situazione favorevole (perlomeno rispetto ai contratti di collaborazione farlocchi nei quali in realtà ci si trova a timbrare il cartellino).

Da tre anni svolgo lavori redazionali e mi sono sempre giostrato tra le redazioni dei clienti (nel caso in cui fosse possibile o indispensabile lavorare in loco) e casa mia. Finché siamo stati io e la mia compagna (che tra l’altro lavora su turni) non c’è stato alcun problema… ma da un anno a questa parte è arrivata una splendida creaturina ad allietare le nostre giornate (e anche molte nottate). Questa sì che è una (meravigliosa) complicazione! (more…)

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31 luglio 2009

eutanasia di una CE

Filed under: brutte storie,editori — alessandro @ 1:04 am
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"Skull" da Laura Appleyard su Flickr.com

"Skull" da Laura Appleyard su Flickr.com

Era circa dicembre dell’anno passato. Il mese prima avevo spedito la solita montagna di curriculum alle case editrici di Torino, provincia, Piemonte e magari anche Milano e Genova, giusto per provare. Chiunque sia avvezzo a questa pratica, e so che molti aspiranti redattori/traduttori lo sono, sa anche che il tasso di successo (e con successo intendo una qualsiasi risposta, anche negativa!) non arriva mai alle due cifre percentuali. Quel dicembre mi arrivò invece una risposta incoraggiante: il fantastico appuntamento conoscitivo.

La CE in questione è piccola (o meglio lo era) ma aveva anche un catalogo di tutto rispetto, un piano editoriale interessante e una storia quasi ventennale alle spalle. All’appuntamento seguì un lavoro (retribuito!) di prova; niente di che, una semi-revisione più correzione di un volumetto collettaneo di un’indagine sociologica sulla mia città, anzi proprio sul quartiere in cui vivo. (more…)

15 maggio 2009

la fiera del libro ter

Filed under: editori,libri — alessandro @ 7:47 pm
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la fiera

la fiera

Venerdì 15 maggio 2009, ore 15.00

Anche oggi ho fatto un giro al Lingotto, sede della XXII Fiera del libro di Torino. Giro pomeridiano e ristretto perché avevo già dato a sufficienza il giorno precedente e al mattino avevo da lavorare. (E poi devo lavorare anche stasera, mica gli incassi da aspirante redattore sono sufficienti a sfamare la famiglia.) Anche oggi procederò per sintetiche impressioni.

1. Gli sciami di ragazzini “zainettati” (per quanto riguarda le femminucce anche già “borsettate”) sono sensibilmente defluiti. Sarà l’ora più tarda, oppure la pioggia che cade insistente dalla mattina è servita da deterrente per i più piccoli. Questa è una buona notizia.

2. Il mio programma personale prevedeva di ascoltare “Il corpo del Capo. Come si conquista un paese” con Marco Belpoliti e Maria Latella. Il “Capo” potete ben immaginare chi sia, e potrebbe essere oggetto di analisi approfondite e ficcanti. Purtroppo l’incontro si rivela senza capo né coda, soprattutto a causa del soporifero racconto della Latella, mentre Belpoliti è risultato un po’ più brillante facendo interessanti accostamenti tra il pensiero di Hanna Arendt, l’opera di Andy Warhol (e altri) e la questione delle immagini e della costruzione dell’immaginario. Riflessione: ma era proprio necessario fare questo incontro nella sala sponsorizzata dalla Banca Mediolanum? I dieci minuti di spot con Ennio Doris e la proiezione del logo sul maxischermo sono una sorta di par condicio?

3. Passo di nuovo dai tipi di ISBN. Non ho potuto resistere alla tentazione e così ho acquistato due libri della nuova collana Novecento italiano: Facile da usare, di Oreste Del Buono e Nascita e morte della massaia, di Paola Masino. Il tutto con lo sconto del 30%. A proposito: qualcuno dovrebbe dire ai grossi editori di fare grossi sconti e non essere di braccino corto visto che l’ingresso in Fiera si paga (caro) e le librerie fanno abitualmente sconti.

4. Alla fine mi sono affezionato alle case editrici neonate. Che sia un inconfessabile desiderio inconscio di diventare editore? Sia come sia mi sono di nuovo trovato nel cosiddetto Incubatore, proprio mentre i tipi della Neo edizioni presentavano il libro E morirono tutti felici e contenti, una raccolta di “fiabe non più fiabe”. Un pezzo di presentazione seguita, l’autore che ho sentito (Nicola Manuppelli) mi è sembrato possedere una sensibilità rara, un po’ meno coinvolgente il pippozzo teorico di uno degli editori. Ad ogni modo libro acquistato, in attesa di lettura e di recensione.

5. Sabato e domenica niente Fiera. Ho altro da fare e soprattutto ci sarà troppissima gente. Tornerò, forse, lunedì. Ma devo ancora consultare il programma degli appuntamenti.

14 maggio 2009

la fiera del libro bis

Filed under: editori,libri — alessandro @ 7:17 pm
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la fiera

la fiera

Giovedì 14 maggio 2009, ore 10.30

Il vostro bravo aspirante redattore è accreditato e pronto a immergersi nel gran calderone fieralibresco2009. Procederò per sintetiche impressioni.

1. Nugoli di ragazzini/e delle scuole di ogni ordine e grado dell’italica penisola sciamano felici e/o insofferenti per i vari padiglioni. Riflessione: viva lo sforzo delle scuole per appassionare alla lettura e procurarmi clienti, ma è proprio necessario che tutti vadano alla Fiera?

2. Umberto Eco e Jean-Claude Carrière registrano il tutto esaurito (580 spettatori) al loro dialogo “Non sperate di liberarvi dei libri” (dialogo omonimo al libro dei due appena uscito per i tipi della Bompiani). Ho rischiato di non entrare visto che ho preso al volo uno degli ultimi biglietti per accedere alla sala. Dietro di me uno dei predetti ragazzini berciava: “Zioffà che palle, io me ne sono già liberato di ‘sti cazzo di libri!”. Amen. Il dialogo tra i due è appassionante e dilaga dal feticismo del collezionismo (“fase anale” secondo Eco) al lettore ideale e quello assoluto fino a un gustoso scambio di battute tra il concetto di bêtise e gli equivalenti italiani. Segue proposta semiseria di fondare, proprio a Torino, un’Università della stupidità. Non mi aspettavo che Eco dicesse tutte quelle parolacce, comunque.

3. Torno in mezzo agli stand, vago rapito sulle copertine, quando alle mie spalle percepisco l’arrivo di un’onda d’urto impressionante: a un metro da me stanno Gianfranco Fini, duecento poliziotti e un’allegra corte dei miracoli di politicanti locali. Riflessione numero due:  è proprio necessario, ogni anno, la presenza di tali individui alla Fiera?

4. Giro, giro, giro. Tocco, sfoglio, parlo. Resisto, giocoforza vista la mia assoluta carenza di fondi, all’acquisto compulsivo di 200-300 libri. Tanti stand, tanti (tantissimi?) editori alcuni di buona (o ottima) e molti di pessima qualità (giudizio del tutto personale, sia ben chiaro). Scambio due parole coi ragazzi di ISBN e con quelli di Interlinea. Speriamo ne nasca qualcosa di buono…

5. Faccio un giro al cosiddetto “Incubatore”, specie di ghetto a condizioni agevolate in cui stanno stipati una ventina di nuovissimi editori. Anche qui: qualcuno di buona (o ottima) e molti di pessima o mediocre qualità (parlo della fattura dei libri, non potendomi pronunciare sui contenuti). Chiacchiero con l’editore di Neo edizioni e con quelli di ad est dell’equatore. Bravi ragazzi. Questi ultimi mi invitano alla presentazione di Milingo contro tutti, romanzo surreale di Filippo Anniballi. Presentazione ben fatta, lettore professionale, libro acquistato e in attesa di lettura e recensione.

A domani per gli aggiornamenti.

13 maggio 2009

la fiera del libro

Filed under: editori,libri — alessandro @ 12:29 pm
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la fiera

la fiera

Parte domani la ventiduesima Fiera internazionale del libro di Torino che, dopo le aspre polemiche dell’anno scorso per l’invito di Israele come paese ospite, ha il tema “Io, gli altri. Occasioni per uscire dal guscio”. La lista degli ospiti è come sempre succulenta: Eco, Rushdie, Grossman, Pamuk, Scurati, Celestini, Genna, la centenaria Levi Montalcini e, tanto per cambiare, l’onnipresente Giordano.

Mi è sempre piaciuto il Salone, poi Fiera e prossimamente di nuovo Salone del libro di Torino. Per un feticista della carta stampata è emozionante ritrovarsi sommersi dai libri, vagare tra gli stand delle piccole/medie/grandi case editrici, scambiare due parole con gli espositori, ascoltare la viva voce degli autori.

Non ho mai acquistato molti libri alla Fiera, forse perché preferisco rivolgermi alla mia libreria di fiducia e godere degli sconti piuttosto che comprare a prezzo pieno, ma la Fiera è sempre stata l’occasione per fare incetta di cataloghi, farmi un’idea della produzione attuale, curiosare tra gli stand delle librerie antiquarie.

Dall’anno scorso alla passione si è aggiunto l’interesse professionale che mi ha permesso di iniziare una collaborazione con EGA. Anche quest’anno sarò alla Fiera, mi perderò tra i padiglioni anche se tenterò di finalizzare le visite per conoscere e farmi conoscere.

A domani per gli aggiornamenti.

21 aprile 2009

se il mondo è già qui

Filed under: libri — alessandro @ 6:16 pm
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Il mondo in una piazza

Il mondo in una piazza

Alcuni libri si fanno leggere volentieri e Il mondo in una piazza di Fiorenzo Oliva è uno di questi. Non tanto, o forse non solo, perché l’autore è un mio caro amico, ma perché in questo diario di un anno tra 55 etnie vive il racconto genuino di un anno a Porta Palazzo, quartiere multietnico per eccellenza della vecchia Torino fabbrica e della nuova Torino alla ricerca confusa di una nuova identità.

Fiorenzo ha un pregio: è capace a scrivere, e attraverso la sua penna vivono le descrizioni dei luoghi della città, prendono forma i volti e gli accenti delle persone che la abitano e si viene a conoscenza di interessanti dati statistici mai presentati in maniera pedante.

Il libro, che si apre con il racconto di uno spiacevolissimo fatto di cronaca di cui l’autore e alcuni amici furono vittime nell’estate del 2002, e la stessa scelta di vivere in quello che la stampa torinese definisce il cuore dello spaccio e della delinquenza immigrata sono stati una sorta di percorso psicoanalitico. Un tentativo analitico ben racchiuso nella frase del cineasta tedesco Rainer Werner Fassbinder riportata in esergo: Ciò che non siamo in grado di cambiare, dobbiamo almeno descriverlo. Osservare, ascoltare e vedere coi propri occhi per comprendere la realtà. Non già per dare alle stampe un libello ideologico di questa o quella parte politica.

Intenzione preziosa questa del racconto dei fatti (un sano stile giornalistico, di quel giornalismo così raro in questo nostro disgraziato paese) che forse a volte può essere scambiata per accondiscenza o può lasciare intendere che veramente ci sono cose che non siamo in grado di cambiare.

Comunque la vogliate vedere, buona lettura e complimenti a Fiorenzo e ai tipi di Stampa Alternativa per il coraggio e per la buona cura editoriale.

23 febbraio 2009

fugat tenebras lucemque reducit

Filed under: brutte storie — alessandro @ 4:27 pm
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UTET, Torino, sede storica

UTET, sede storica, Torino

Come molti altri redattori/traduttori/correttori, lavoro a casa mia e solo ogni tanto mi trasferisco temporaneamente nelle redazioni dei miei clienti, spesso per chiudere un libro in tempi strettissimi, per riscontrare un’ultima volta una bozza e cose così.

Mi siedo al tavolo con le bozze di fronte, la finestra si apre su un muro di mattoni rossi, un medaglione decorato annuncia l’anno di costruzione dell’edificio (MDCCCLIV). Sotto un cornicione campeggia la scritta «fugat tenebras lucemque reducit».

Abito di fronte all’ex palazzina della UTET, istituzione bicentenaria della mia Torino, ormai da qualche anno fagocitata dalla De Agostini, smembrata, ridotta a marchio commerciale, svuotata dei suoi redattori, della sua biblioteca, della sua storia.

Edito e correggo, alzo lo sguardo verso la finestra e mi viene un po’ di tristezza a vedere i nuovi appartamenti signorili e i costruendi loft sorgere al posto della benemerita casa editrice torinese.

9 agosto 2008

nuovo quaderno

Filed under: Uncategorized — alessandro @ 9:02 pm
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Villasecca

Villasecca

Le città dovrebbero essere costruite in campagna,

dove l’aria è più salubre

(Henri Monnier)

Quando abbiamo deciso di andare a vivere in campagna pensavamo ai vicini cortesi e sorridenti, sempre disponibili per due parole o per darti una mano; al silenzio, quello vero, privo del rumore di fondo della città, all’aria pulita e alle piante e ai fiori.

Be’, in effetti è andata abbastanza così, almeno per ciò che riguarda i vicini, l’aria e la vegetazione…

Però non immaginavamo il chiasso. Pensavamo di andare a vivere in un tranquillo posto di campagna. Avevamo sottovalutato la tenacia felina di quegli onesti lavoratori, dediti a caricare mattoni su autocarri sul far del giorno o a tagliare l’erba dopo pranzo.

Così abbiamo deciso di tornare in città. Chiasso ce n’è anche qui, forse un po’ più che in campagna, se devo dirla tutta. Ma non è stato solo il baccano ad allontanarci dalle lande boscherecce. Motivi positivi, vedere le persone che conosciamo, intraprendere una nuova professione.

Insomma il vecchio quaderno è finito. Ora ne cominciamo uno nuovo.

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