R e d a t t o r i s i d i v e n t a (?)

26 settembre 2009

traduttori automatici

Filed under: belle storie — alessandro @ 4:54 pm
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"Yeah. Sure. Bye." da Daisuke Ido su Flickr.com

"Yeah. Sure. Bye." da Daisuke Ido su Flickr.com

Di una cosa noi lavoratori più o meno precari del mondo dell’editoria possiamo essere sicuri: nei prossimi anni non verrà meno la richiesta di traduzioni da e verso l’italiano, perché non c’è alcun pericolo che un software possa sostituire una raffinata rete neuronale umana.

Non faccio il traduttore e a dire la verità mi capita anche raramente di rivedere traduzioni altrui, lavorando soprattutto per la scolastica. A volte mi è capitato di fare delle revisioni e trovarmi davanti a svarioni divertenti, ma mai e poi mai mi sono imbattuto in perle come nelle mail che mi arrivano di frequente.

Ecco alcuni esempi. (more…)

18 maggio 2009

influenza suina e polmoniti severe

Filed under: parole — alessandro @ 2:36 pm
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maiale

maiale

Su «Internazionale» di questa settimana (n. 795, p. 82) c’è un articolo che parla della cosiddetta influenza suina, o più correttamente dell’influenza A. All’interno dell’articolo trova posto un bel box esplicativo con un corposo diagramma. Accidenti però che colpo la didascalia del diagramma, che ci informa della distribuzione dei casi di “polmonite severa” nell’aprile del 2009 in Messico.

Fretta o incuria del traduttore? Svista di chi ha rivisto o corretto le bozze? Certo, sarebbe bastato un dizionario, perché severe pneumonia non è una polmonite particolarmente intransigente o rigorosa. È molto più semplicemente una grave polmonite.

10 aprile 2009

il mestiere di riflettere

Filed under: libri — alessandro @ 12:17 pm
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Il mestiere di riflettere

Il mestiere di riflettere

Questo libro che narra “storie di traduttori e traduzioni” mi interessava da tempo. Ne ho letto diverse recensioni e commenti di segno opposto su blog e su Anobii. Poi conosco personalmente una delle autrici, con la quale condivido l’impegno per migliorare questo nostro mondo (in senso ampio, non quello claustrofobico editoriale…), mentre un’altra autrice è Denise, che non conosco (ancora) di persona ma della quale seguo con attenzione il blog.

Il libro mi è piaciuto, anche se in realtà i racconti che lo compongono sono dotati di autonoma vita propria, perciò il giudizio potrebbe essere altrettanto diversificato.

Ciò che è maggiormente interessante è la restituzione di un mestiere, dei percorsi compiuti per arrivarci e delle gioie e dei dolori quotidiani.

Forse troppo spesso si tende a dipingere una sorta di agiografia del mestiere del traduttore e devo dire che ho trovato alcuni interventi decisamente sopra le righe.

Altro elemento simpatico è la costante lotta che il traduttore tende a ingaggiare con il redattore-revisore. A volte mi ha dato fastidio leggere accenni un po’ sprezzanti, ma devo dire che spesso, in veste di redattore, mi sono trovato anche io a maledire il traduttore di turno e altrettante volte il grafico-impaginatore. Forse solo chi pratica entrambi i mestieri ha avuto la sensibilità per capire che i due ruoli si completano e, mi viene da dire, forse sarebbe necessario che dialogassero di più. Proposito complicato se non si vive insieme in redazione, ma ognuno sta rintanato nella propria tana.

Complimenti a  Federica D’Alessio e Chiara Marmugi per la loro spassosissima pièce “Sei mani per un vampiro”!

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